Scuola Materna
 
SCUOLA MATERNA - Via G. Rossa – SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO JONIO

Descrizione e Stato di fatto dell’Edificio

L’edificio  di  scuola  materna è  situato  in  Via G. Rossa  nella  frazione  Marina  del  Comune  di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (in catasto al foglio 9 p.lla 838).
La tipologia è riconducibile a quella di edificio isolato ad unico piano circondato da un’area di pertinenza destinata a giardino. L’edificio è stato  realizzato negli anni ’80;  ha una conformazione planimetrica che consta di un corpo centrale di forma rettangolare irregolare con copertura a tetto a  due  falde  e  un  portico  d’  ingresso  e  un  corpo  aggiunto  in  epoca  successiva  a  quella  di realizzazione con copertura  piana realizzato sul lato ovest. L’edificio è posto  longitudinalmente lungo Via G. Rossa sul proseguimento della traversa  di Viale Armogida, arteria principale della frazione  Marina  ( S.P. Sant’Andrea  - Davoli) che la collega al Comune  Capoluogo.  La  scuola  è rialzata dal piano di campagna di circa 30 cm e presenta  sul fronte principale un portico che si affaccia su un area di pertinenza, che circonda l’intera struttura,  adibita a giardino. I cancelli  di ingesso all’area sono  due,  entrambi su Via  G. Rossa,  di cui uno  carrabile collegato alla zona retrostante per l’entrata di servizio alla cucina. L’edificio ha un’area di pertinenza che lo circonda per tutto il perimetro con recinzione costituita da cordolo in c.a. e soprastante inferriata e, come già detto,  due cancelli su Via G. Rossa di cui uno carrabile e uno pedonale. L’area destinata a giardino è prevalentemente ricoperta da verde ad eccezione della zona carrabile a nord , pavimentata con strato in cemento.

Al piano terra dell’edificio si accede dal portico attraverso  due portoni per i locali di soggiorno e sul retro,  lato ovest, per i locali di servizio.  L’ingresso principale porta  ad un locale disimpegno centrale, attorno  al quale si sviluppano le aule e la sala ricreativa , un corridoio frontale conduce alla sala mensa e ai servizi igienici. L’ingresso, posto sul retro, è diretto alla cucina, collegata a sua volta alla sala ricreativa e ad un locale ad uso ufficio.   Il locale caldaia, posto sul lato nord, è servito da una porticina esterna . L’altezza media del corpo principale è di 4.90 mt con tetto di copertura a due  falde  inclinate,  mentre   il  corpo  aggiunto,  a  tetto   piano,  ha  un’altezza  di  3.80  mt  . 
Il riscaldamento di alcuni locali, soprattutto quelli posti in corrispondenza del colmo, è resa difficile dall’eccessiva altezza che comporta la migrazione del calore nella parte alta dove non è necessario. L’edificio ha un sistema di copertura caratterizzato da due tetti del tipo a due falde, e uno a tetto piano per la zona ampliata, senza strato di coibentazione. Il manto di copertura del tetto  a falde è in eternit, rivestimento ad elevata trasmittanza, quindi non idoneo all’isolamento termico dell’edificio . La struttura  portante  è del tipo asismica con telai ortogonali in c.a.; solai in c.a. e laterizi, gettato  in opera,  costituito da nervature  parallele poste  ad interasse di cm 40-50 con elementi di alleggerimento quali pignatte semplici o composte.
Le murature di tompagno sono del tipo a cassetta, previo paramento  murario esterno in mattoni 21 fori posti di coltello intonacato con malta cementizia per la parte interna, da  mattoni 10 fori posti  di  coltello  all’interno  in  modo  da  formare  uno  spessore   di  30  cm.,  con  interposta intercapedine senza coibentazione e senza eliminazione dei ponti termici.  Le murature  divisorie sono formate  da mattoni 10 fori posti di coltello con malta bastarda  e da cordolature in c.a. d’incorniciamento a contenimento delle pareti stesse nel caso di superamento dei tre metri.
Gli infissi  sono del tipo tradizionale in alluminio, con vetro singolo e sistema di oscuramento  a tapparelle. Tali infissi risultano obsoleti e inefficaci per l’isolamento termico dell’edificio.
Sempre dallo studio preliminare risulta che l’impianto elettrico interno è del tipo sottotraccia con cavi in tubazione corrugata, senza rifasatori e con quadro elettrico generale in prossimità dell’ingresso, soggetto alla legge 46/90.
L’impianto  di  illuminazione   interna  che  esterna   sono   realizzati  con  lampade  di  vecchia generazione.
L’impianto  di  riscaldamento  risulta  servito  da  una  caldaia  murale  a  GPL  da  40.000  Kcal/h, tubazione  in  rame,  collettori  in  rame  e  radiatori  in  alluminio  con  valvole  di  tipo  manuale. Produzione di acqua calda tramite caldaia a gas GPL.
Impianto di condizionamento: non presente.


Criteri progettuali  e  descrizione degli Interventi

In fase di progettazione preliminare è stata eseguita una valutazione dei consumi energetici (IEN) calcolati per l’edificio in esame (scuola materna).   I consumi sono stati calcolati paragonandoli ai consumi specifici di riferimento relativi ad un campione della realtà nazionale eseguita dall’ENEA.
In apposite tabelle del preliminare  sono stati riportati i consumi specifici di riferimento organizzati per tipologia  e per classi di merito rispetto alla qualità energetica.
Per l’edificio scolastico in esame,  la relazione del progetto preliminare portava a concludere che i valori  di  IEN sono compresi nella classe di merito considerate sufficienti; tuttavia tali valori si riferiscono alle condizioni medie esistenti del parco edilizio italiano preesistenti alla pubblicazione delle nuove leggi  che impongono valori di trasmittanza e quindi di dispersione termica assai più stringenti. Occorre tener  conto anche di un’ altra realtà molto diffusa nelle scuole pubbliche, e cioè di un consumo non eccessivo legato alla carenza del servizio reso. Ciò significa che il risparmio energetico non  si  ha  per  l’efficienza degli  impianti o  perché  l’involucro esterno  è  realizzato secondo criterio, ma semplicemente perché gli impianti non vengono fatti funzionare per tutte  le ore di soggiorno degli utenti ma spenti alternativamente, con conseguenti disagi a livello di confort abitativo.
Dal preliminare emerge come i principali  fattori di insoddisfazione risultano essere:
  • Bassa temperatura nei corridoi;
  • Temperatura al di sotto dei 20 ° in alcune ore del giorno;
In  sede   di  progettazione  preliminare,  al  fine  di  individuare  gli   interventi  più  idonei  al contenimento dei consumi, sono state individuate alcune delle cause principali che determinano la dispersione termica  così elencate:
Cause di dispersione termica intrinseche dell’edificio e scarsa efficienza dell’involucro sia in termini  energetici che di tenuta:
  1. Tetto di copertura non isolato con manto in eternit con alti valori di trasmittanza;
  2. Murature esterne non isolate e con alti valori di trasmittanza;
  3. Ambienti molto alti che favoriscono la migrazione del calore per naturale effetto convettivo al di fuori del volume occupato, dunque lì dove non serve ( al soffitto).
  4. Infissi fatiscenti di tipo tradizionale con vetro singolo.
Riguardo, invece, agli sprechi energetici degli impianti , l’obiettivo da raggiungere è quello di migliorare l’efficienza del sistema impianto, di ottimizzare il periodo di funzionamento, di ridurre gli sprechi derivanti dagli impianti esistenti obsoleti e di proporre nuove tecnologie per razionalizzare  i consumi.  In sede di progettazione preliminare, le cause del cattivo funzionamento e spreco energetico nell’ambito degli impianti venivano così esplicitate:
  1. Centrale termica con caldaia di vecchia concezione obsoleta che non rispetta il D.P.R. 412/93 ;
  2. Impianti di distribuzione del calore, parte in ferro all’esterno e parti non coibentate;
  3. Utilizzo del calore senza termostati di zone, con valvole ai radiatori del tipo manuali e senza controllo da sonde di temperature tra esterno ed interno;
  4. Impianti elettrici senza rifasatori ed utilizzo improprio;
  5. Impianto di illuminazione interno con lampade al neon prima generazione.
Ciò detto,  la riqualificazione energetica dell’edificio scolastico (materna)  sarà attuata  attraverso due categorie d’intervento:
a)  Interventi sull’involucro;
b)  Interventi sugli impianti.


Interventi sull’involucro

Sull’involucro dell’edificio  vengono previsti i seguenti interventi:
  • interventi di miglioramento dell’isolamento termico del tetto  di copertura  →  Rimozione del manto in eternit da effettuare  con ditta specializzata  e posa in opera di nuova copertura in tegole di laterizio con elementi isolanti per come indicato nel progetto. Anche per quanto riguarda  la parte di fabbricato senza tetto, per essa è prevista la stessa tipologiadi copertura ci cui sopra.
  • interventi di miglioramento dell’isolamento termico delle superfici opache mediante la tipologia di isolamento a cappotto  consistente nell’applicazione, sulle pareti perimetrali dell’edificio,  di pannelli isolanti in polistirene;
  •  interventi di miglioramento dell’isolamento termico delle superfici vetrate mediante sostituzione degli infissi esterni esistenti con infissi di diversa tipologia a maggiore efficienza energetica;
  • interventi di contenimento delle dispersioni di calore  mediante:
  1. esecuzione di controsoffitti da realizzare negli ambienti più alti al fine di limitare le dispersioni di calore verso l’alto.
  2. eliminazione totale dei ponti termici individuati;
  3. sostituzione dei cassonetti esistenti copri-avvolgibili con cassonetti isolanti .

Interventi sugli impianti

Per quanto  riguarda gli  impianti dell’edificio scuola materna,  nella loro globalità,   il  progetto definitivo prevede i seguenti interventi di miglioramento:
  • nuovo   impianto    di   climatizzazione    centralizzato    per    funzionamento    invernale,    in configurazione a pompa di calore  di tipo idronico ad altissima efficienza, al fine di garantire le migliori condizioni di comfort ;
  • distribuzione  con nuove tubazioni  isolate  secondo  la normativa  vigente  atte  a garantire  la massima funzionalità dell’intero sistema ;
  • terminali di tipo radiante a soffitto al fine di garantire il più alto comfort auspicabile per tali tipi di ambienti;
  • circolatori del tipo con controllo ad inverter al fine di garantire i minimi  assorbimenti possibili in qualunque condizione di funzionamento;
  • sistema   di  termoregolazione  a   zone   con  possibilità   di  impostazione   del   periodo   di funzionamento per singola zona al fine di ottimizzare il numero  di ore di accensione degli impianti stessi;
  • il sistema è già dotato di apparecchiature per il controllo dell’energia reattiva  senza necessità di utilizzo di rifasatori esterni;
  • possibilità di futuro esercizio in raffrescamento;
  • installazione di pannelli solari termici con funzionamento in serie ai bollitori esistenti al fine di garantire la massima integrazione in  ragione delle particolari condizioni  di  irraggiamento solare;
  • Installazione di sistemi di illuminazione ad alta efficienza sia con sostituzione di lampade  che di interi corpi illuminanti.


Progetto co-finanziato dall’Unione Europea